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mercoledì 22 giugno 2011

Film

File:TheClock45.jpg

Titolo: The clock

Prodotto da Arthur Freed

Diretto da Vincente Minnelli

Editore: George White

Riprese iniziate nell'Agosto del 1944 e terminate nel Novembre del 1944 Released: May 1945











Citazioni sull'orologio.

Herman Hesse



  • Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno. (Herman Hesse)








File:Sciascia palazzolo.jpg
Leonardo Sciascia

      


  • Un orologio che va male non segna mai l'ora esatta, un orologio fermo la segna due volte al giorno. (Leonardo Sciascia)





  • Le lancette dell'orologio non possono tornare indietro. Però, è possibile forzarle in avanti con le proprie mani. (Neon Genesis Evangelion)
  • Le vuoi passare delle belle ore? Allora devi anche avere un bell'orologio. (Rocky II)     
       – Porti un orologio?
       – Ehm... sono quasi le 3, colonnello.
       – Non ti ho chiesto che ore sono, ti ho chiesto se porti un orologio. (Scent of a Woman)
  • Se vuoi del tempo comprati un orologio. (The Fast and the Furious)

Arte: Quadro orologi

·  Artista:  Salvador Dali
·  Anno di creazione: (1904 - 1989)
·  Stile artistico:   Surrealismo 
·  Opera:   Orologi molli 
·  Dimensioni:  80 x 60 cm

Argomento: Simposio tra orologi e macchine

Attrazione fatale Quella fra automobili e orologi è una storia d'amore antica e prestigiosa. Nel 1927 per esempio nasce il binomio fra Breguet e Bugatti Royale.

rari esemplari Veri e propri gioielli che sottolinenano la sinfonia fra due settori fin dalle origini. Entrambi alla ricerca di precisione e raffinata tecnologia




TRANSPONDER
E' uno Jaeger-LeCoultre
Amvox2 l'orologio capace
di aprire e chiudere la nuova
Aston Martin DBS.
Basta premere sul
quadramnte per
far scattare la
serratura

COPPIA REALE
Sul cruscotto
della Royal del 1927
trova posto
un rarissimo
esemplare di
orologio Greguet,
realizzato su richiesta
del fondatore del
marchio
automobilistico
 
POTENZA ORARIA
A bordo della Bentley
Continental GT Speed,
l'auto più potente
della casa inglese,
si trova un Breitling,
frutto di una
collaborazione
nata nel 2002


  

Libro

Cronostoria del Nautilus ( orologio ) di Patek Philipe:


Guido Mondani e Osvaldo Patrizzi, due nomi di spicco nel settore dell’orologeria ed entrambi grandi collezionisti ed esperti di Patek Philippe, hanno curato la pubblicazione di “Collezionare Nautilus e Patek Philippe moderni e d’epoca”, che rappresenta il lavoro più completo mai stato realizzato su Patek Philippe. Oltre duemila orologi fotografati, tre volumi racchiusi in un elegante cofanetto, 960 pagine, oltre seicento immagini ingrandite a piena pagina, testi in inglese, francese e italiano. Quest’opera raccoglie i passi più importanti della storia di Patek Philippe e rappresenta un’occasione scoprire tutti i dettagli di questo brand: i prezzi, le valutazioni di mercato, la varietà delle casse, dei quadranti, delle lancette e l’evoluzione stilistica. Di tutti gli orologi sono riportate le valutazioni realizzate dagli autori che permettono ai collezionisti di orientarsi nel mercato degli orologi da polso Patek Philippe trasformando la loro passione in un vero e proprio investimento. Tra gli argomenti trattati: Fasi di Luna, Calendario Perpetuo, Calendario Annuale, Rattrappante, Ripetizione minuti, Calatrava, Ore Universali, Speciale sui Nautilus.

L’orologio “va in carrozza”

  
Durante la seconda metà del ’500 dagli orologi da viaggio vanno evolvendosi in Germania quelli da sella (satteluhren). Si trattava sicuramente di orologi portati a cavallo, ma molto probabilmente alla sella venivano appesi con tutta la custodia, per proteggere il prezioso meccanismo dai sobbalzi della cavalcatura. L’orologio da sella eredita le fondamentali peculiarità tecniche nonché molti aspetti della veste formale dell’orologio da viaggio: il movimento è controllato dallo scappamento a verga e fa uso di un bilanciere privo di spirale; la cassa, con un diametro tra gli 80 e 120 millimetri, è tonda, traforata e finemente cesellata, ed è fornita di un anello con cui poter essere appesa. Il coperchio a protezione del quadrante, inizialmente completamente metallico, sarà presto una lunetta vetrata.                                                                                                  Orologio da carrozza Breguet


Attorno al secondo quarto del XVII secolo in Germania appaiono i primi ‘orologi da carrozza’ con dimensioni e veste formale inizialmente tanto simili agli orologi da sella da non potere tracciare una netta linea di demarcazione. I quadranti di questi orologi sono già dall’inizio protetti da una lunetta di vetro e sono generalmente accompagnati da una controcassa traforata e incisa d’ottone o d’argento. A partire dalla prima metà del Settecento gli orologi da carrozza troveranno alloggio all’interno di una vera e propria cassa sagomata sul loro profilo e ricoperta di pelli pregiate, con intarsi in tartaruga o corno. Le loro suonerie rintoccano anche i quarti e talune perfino i minuti; vi sono esemplari muniti di carillon. Tra la fine del ’700 e i primi dell ’800 anche il grande Abraham-Louis Breguet ne costruì pregevoli esemplari.

Abraham-Louis Breguet

Abraham-Louis Breguet

Abraham-Louis Breguet  (nato il 1747 in Svizzera a Neuchâtel e morto a Parigi nel 1823) è un orologiaio di genio il cui approccio creativo determinerà un punto di svolta nella storia dell’orologeria. Con lui si chiude un’epoca e si aprono le porte alla modernità. La rigorosissima ricerca tecnologica, con innumerevoli e fruttuose innovazioni da lui messe a punto, si coniuga nelle sue creazioni con un’ardita e originale ricerca estetica, e questo connubio determinerà un nuovo modo di concepire l’orologio.





Breguet 1188 tourbillon

Tra le sue innovazioni tecniche vanno ricordati il regolatore di marcia tourbillon, (brevettato nel 1801), l’adozione sistematica dei rubini per la riduzione dell’attrito dei meccanismi (impiegata inizialmente dagli inglesi), l’introduzione della ricarica automatica, il perfezionamento del calendario perpetuo. Tra le innovazioni estetiche di più ampia eco ricordiamo le raffinate soluzioni dei quadranti guillochés, l’adozione delle caratteristiche lancette à pomme, il bordo delle casse caratterizzate da decorazioni à cannelures. La genialità dei suoi congegni meccanici e la raffinatezza artistica con cui erano realizzate le sue creazioni, opere di elevatissima oreficeria, lo resero famoso e ne decretarono il successo in tutta l’alta società europea. La sua casa di produzione, che già allora contava oltre un centinaio di abilissimi artigiani e specialisti, porta tuttora il suo nome ed è punto di riferimento ineludibile nel settore dell’orogeria di qualità.

Il libro della conoscenza dei meccanismi ingegnosi


Ultima pubblicazione
 Nel mondo della cultura araba nel 1206 viene redatto dallo scienziato    
al-Jazari un trattato di orologeria e meccanica (" il libro della conoscienza dei meccanismi ingegnosi "). Il libro è suddiviso in 50 capitoli, raggruppati in sei parti: orologio ad acqua e a candela, serbatoi, bacini per feblotomia e per bagni rituali, fonatane e fonatane sonore, macchine per sollevamento l'acqua,e una miscellanea in cui si può ammirare una porta bronzea, una serratura a combinazione e un piccolo orologio ad acqua. La pompa a stantuffi sollevati da cremagliere mosse da settori dentati e il monumentale orologio idraulico sono i dispositivi più spettacolari.

Oggi questo libro è considerato il culmine della meccanica araba erede di quella greca. Di quel manoscritto restano alcuni disegni di meccanismi che fanno immaginare il grado di raffinatezza cui era giunta questa cultura degli automi. Dagli automi arabi di al-Jazari si desume anche l'esistenza di un continuo dialogo tra Oriente e Occidente. Il testo racconta la genesi di quel
manoscritto, indaga i presupposti storici e culturali che favorirono lo splendore della scienza e della meccanica araba e spiega perché l'armonia
fra scienza e arte della meraviglia sia anche una pietra di paragone per l'attuale
società tecnologica.

lunedì 6 giugno 2011

L'orologio da un dollaro

Nel 1875 Jason R. Hopkins tentò di produrre un orologio che costasse non più di 50 centesimi di dollaro, presentò anche un piano che fù brevettato (Patent n°161513), ma non riuscì nel suo intento.

Orologio di Jason R. Hopkins

La partecipazione nella società di Hopkins di un certo Fowle consentì di realizzare un movimento, prodotto dalla Auburndale Watch Co. nel 1877 e battezzato Auburndale Rotary Watch. Costava 10 dollari aveva due gioielli nella versione di 20 size e nessuno in quello di 18 size, ma, stranamente, era dotato di uno scappamento a detent (usato sino ad allora nei cronometri da marina) e l'intero movimento ruotava nella cassa. Ne furono costruiti mille. Nel Dicembre del 1878 D. A. Buck mise in vendita a $ 3,5 un orologio con un quadrante di carta ad anello, che lasciava vedere il movimento (skeleton), protetto da celluloide, senza gioielli e con una particolare versione dello scappamento duplex.3 L'orologio era composto da 58 parti tutte intercambiabili, aveva una lunghissima molla di carica (circa 3 metri) che richiedeva oltre 140 giri del pulsante di carica, tanto da far dire che l'orologio era completamente carico quando si era stanchi di girare il pulsante.


L'orologio Waterbury

L'azienda che lo produsse era Benedict & Burnham Manufacturing Co. che nel 1880 prenderà il nome di Waterbury Watch Co. Questa industria arrivò a produrre, all'apice della sua attività, ventimila orologi al giorno ed oltre 6 milioni all'anno. Nel 1892 R. H. Ingersoll ordinò alla Waterbury 1000 orologi pagandoli 85 centesimi ognuno. Li mise in vendita, attraverso un catalogo spedito per posta, al prezzo di 1dollaro pubblicizzandolo come "l'orologio che ha reso famoso il dollaro". Se si considera che a quell'epoca il salario medio era di 8 centesimi all'ora, occorrevano, quindi, circa 13 ore lavorative per acquistare un "Dollar Watch", più o meno equivalente al tempo lavoro necessario, nel 1986, all'acquisto di uno"Swatch". L'orologio era spesso, robusto, rumoroso e si caricava posteriormente con una chiave fissa (come una sveglia).
Propaganda degli orologi Ingersoll

Successivamente la Ingersoll produsse orologi a basso costo "personalizzandoli" per avvenimenti (fiere, anniversari,etc), per tipologie di utenti (esploratori, ciechi, etc.), con i personaggi dei "comics" (Mikey Mouse, Donald Duck, Flash Gordon,etc.), patriottici (Zio Sam, Liberty USA, American Pride, etc.).
La Ingersoll nel 1898 vendette 1 milione di orologi e si stima che fino a quando, nel 1922, fu comprata dalla Waterbury, ne abbia venduto oltre 50 milioni. Sull'onda di questo successo nacquero altre aziende come la Welch che si chiamerà successivamente Western Clock e poi Westclox, e la Ingraham che dal 1912 a circa
50 anni dopo venderà oltre 80 milioni di orologi. Basti pensare che nei primi del XX° secolo il 70% degli orologi venduti in America erano "Dollar Watch" (nome rimasto anche quando il costo d'acquisto divenne superiore). Questi orologi erano caratterizzati da un quadrante di carta, un movimento ad ancora molto semplificato e senza rubini, celluloide a protezione del quadrante, cassa in metallo poco costoso. Non era conveniente ripararli e quindi, in caso di guasto, si sostituivano. Sono ricercati dai collezionisti, sopratutto americani, e, se in buone condizioni, hanno una discreta valutazione (anche 500 dollari per alcuni modelli) sopratutto se rapportata alla povertà del pezzo ed ad un aspetto decisamente brutto.

Dollar Watch (orologio con quadrante di carta)
La riscossa dell' industria orologiaia svizzera inizia tra la fine dell'800 ed i primi del '900 e si basa sull'attento studio del fenomeno americano. L'uso delle macchine, un sistema produttivo più flessibile, la realizzazione di orologi complicati (ripetizione di minuti, calendario perpetuo, cronografi, etc.), una promozione basata sulla qualità ed il buon gusto dell'estetica, furono le armi vincenti. Nello stesso tempo l'affermarsi dell'orologio da polso spiazza l'industria orologiaia americana in quanto non è capace di adattarsi rapidamente, come gli Svizzeri, a produrre movimenti piccoli e sottili. Inoltre errori di management in alcune società (Waltham), la trasformazione di altre per la produzione bellica, segnano il tracollo dell'orologio americano.